Giorno 8: una giornata a più piani.

I posti da visitare sono ancora tantissimi, ma la giornata di mercoledì é cominciata con l’intenzione di salire in alto e per questo la direzione era Uptown. Colazione in una catena dal nome messicano (Speedy) che prepara tutto al momento, o al massimo in giornata: muffins e brioches freschissime e pancakes preparati a richiesta.

Dopo esserci riempiti la pancia, abbiamo girato l’angolo e siamo saliti sull’Empire States Building. Da qui la vista é favolosa: oltre a vedere downtown dal centro di Manhattan, si ha la vista sul Central Park, ovvero su l’ unica parte della città che cambia colore in base alla stagione.

Dopo la discesa ci siamo diretti al Madison Square Garden, che quella sera vedeva giocare una partita di hokey.

Imboccata la Broadway ci siamo poi diretti al Flatiron Building fermandoci per pochi minuti al NoMad Hotel: in questo hotel la luce tenue porta a chiacchierare sotto voce e a rilassarsi. Ma di questo posto troverete presto l’articolo su TraveleDesigner!

Attraversato il Madison Square Park, ci siamo poi diretti alla New York PubblicLibrary e successivamente alla MorganLibrary.

La prima è pubblica dalle dimensioni imponenti e con la classica sala studio di legno che si vede in molte cartoline della città; la seconda invece, oltre ad essere sede di mostre temporanee sia di pittura che di gioielli della storia, mostra le camere da studio dei Morgan, mantenute nel tempo. Un salto bella storia e nella cultura, che passa attraverso le abitudini e gli usi di come veniva gestita una casa all’inizio del 900.

Per terminare il tour del giorno abbiamo preso la metro e ci siamo avviati verso la costa ovest, dove è dislocata una porta aerei della Seconda Guerra mondiale, in disuso: l‘Intrepid. Oltre a visitare l’angar e il ponte, è possibile entrare nella cabina di comando dove abbiamo trovato un ingegnere, che ha prestato servizio qui, che ci ha raccontato come si manovrava la nave. A fianco della porta aerei é presente un sottomarino, anch’esso visitabile a condizione che si riesca a passare tra i portelloni. Un’esperienza unica.

Per la cena abbiamo deciso di approfittare di un locale vicino all’albergo, che avevo letto essere uno SpeakEasy: il Dead Rabbit. Guardandolo da fuori, non gli si darebbe due lire, ma entrando ci si trova di fonte un omone nero davanti ad una scalinata lunghissima. In automatico lui ti indirizza al piano terra, ovvero a quello che ha tutte le sembianze di un pub irlandese, ma se si chiede di cenare la cosa cambia: si sale al terzo piano, ovvero al Parlor, locale completamente diverso in cui si respira l’aria di proibizionismo e con alla parete le fotografie dei componenti della gang citata anche nel film Gangs of New York. Vi consigliamo di mangiare i piatti del giorno, e in modo particolare l’attenzione va sul coniglio: eccezionale!

Richiedendo alla cameriera si può approfittare anche del secondo piano, dove invece c’é il Retribution, un locale degli anni 20, in cui un si viene accompagnati da un pianista e che come accoglienza servono tazzine di ottimo whisky. Il menu é un fumetto che contiene una settantina di cocktail oltre naturalmente al numero indicibile di whisky che possono essere serviti. Tre locali in uno, diversi tra loro, ma con una costante: le finestre sono nascoste o oscurate, perché é pur sempre un Bar Nascosto.

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